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Council of the EU


  • EUCAP Sahel Mali: nominato il nuovo capomissione

    Il comitato politico e di sicurezza dell'UE ha nominato Philippe Rio, ufficiale di alto rango della gendarmeria francese, capo della missione EUCAP Sahel Mali. Assumerà le sue funzioni il 1° ottobre 2017.

    La missione EUCAP Sahel Mali aiuta lo Stato maliano a garantire l'ordine costituzionale e democratico, creare le condizioni per una pace duratura e mantenere la sua autorità su tutto il territorio. EUCAP Sahel Mali comprende una squadra di consiglieri e di formatori con sede a Bamako, che lavora con le forze di sicurezza interna e a livello ministeriale per migliorare il sistema delle risorse umane, riorganizzare la politica in materia di formazione e dare informazioni al personale dirigente del settore dalle grandi potenzialità (il "personale dirigente del futuro"). Il suo mandato va al momento fino al 14 gennaio 2018. Il comando della missione ha sede a Bamako, in Mali.

    Philippe Rio è il successore di Albrecht Conze (di nazionalità tedesca), che rivestiva tale carica dal maggio 2014.


    EUCAP Sahel Mali rientra nell'approccio globale dell'UE alla sicurezza e allo sviluppo nel Sahel. Nella regione sono schierate altre due missioni PSDC: EUTM Mali, che sostiene la ricostituzione di forze armate maliane efficaci e responsabili, ed EUCAP Sahel Niger, che sostiene la lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo in Niger.

    Il 20 giugno 2017 il Consiglio ha adottato una decisione che consente la regionalizzazione delle missioni PSDC nella regione del Sahel. A tale fine, in seno a EUCAP Sahel Mali è stata istituita una cellula di coordinamento regionale che include esperti in materia di sicurezza interna e di difesa nei paesi del G5 Sahel, schierati in Mali ma anche in seno alle delegazioni dell'Unione presso gli altri paesi del G5 Sahel, vale a dire Mauritania, Burkina Faso, Niger e Ciad.



  • Programma settimanale del presidente Donald Tusk

    Assemblea generale delle Nazioni Unite, New York

    Domenica 17 settembre 2017
    (ora locale)
    15.45 Incontro con Sua Maestà Abdullah II bin Al-Hussein, re di Giordania

    Lunedì 18 settembre 2017
    (ora locale)
    10.30 Incontro con il primo ministro del Bhutan Tshering Tobgay
    11.00 Incontro con il primo ministro delle Figi Josaia Voreqe Bainimarama
    11.30 Incontro con il primo ministro della Georgia Giorgi Kvirikashvili

    Martedì 19 settembre 2017
    (ora locale)
    8.00 Ricevimento di benvenuto
    9.00 Apertura della 72ª Assemblea generale delle Nazioni Unite
    10.30 Incontro con il presidente del Kosovo Hashim Thaçi
    11.30 Incontro con il presidente dell'Egitto Abdel Fattah el-Sisi
    12.30 Incontro con il presidente della Costa d'Avorio Alassane Ouattara
    13.15 Colazione ufficiale offerta dal Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres
    15.00 Incontro con il presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko
    15.30 Evento ad alto livello sul patto globale per l'ambiente
    16.30 Intervento all'evento ad alto livello sul patto globale per l'ambiente
    18.30 Ricevimento alla delegazione dell'UE presso le Nazioni Unite - 30º anniversario del programma Erasmus

    Mercoledì 20 settembre 2017
    (ora locale)
    11.45 Intervento alla 72ª Assemblea generale delle Nazioni Unite

  • Corea del Nord: l'UE allinea l'elenco delle persone ed entità soggette a sanzioni alla più recente risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU

    Il Consiglio ha aggiunto 3 entità (il dipartimento per la propaganda e l'agitazione, la commissione militare centrale del Partito dei lavoratori della Corea e il dipartimento per l'organizzazione e l'orientamento) e una persona agli elenchi delle persone ed entità soggette a congelamento dei beni e a restrizioni di viaggio, recependo parte delle nuove sanzioni imposte dalla risoluzione 2375 (2017) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

    Tale risoluzione è stata adottata l'11 settembre 2017 in risposta alle attività di sviluppo di missili balistici e di armi nucleari in corso nella Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC), che violano e disattendono in modo oltraggioso le precedenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

    La decisione porta rispettivamente a 63 e a 53 il numero totale delle persone e delle entità soggette a misure restrittive nei confronti dell'RPDC figuranti nell'elenco delle Nazioni Unite. Inoltre, 41 persone e 6 entità sono designate autonomamente dall'UE.

    Il Consiglio lavorerà per recepire rapidamente le altre sanzioni previste dalla risoluzione 2375 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Tale posizione rispecchia l'approccio convenuto nella riunione informale dei ministri degli esteri dell'UE tenutasi a Tallinn il 7 settembre, che sottolinea anche la necessità di lavorare affinché tutti gli Stati dell'ONU attuino l'insieme delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

    L'UE attua tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adottate in risposta ai programmi dell'RPDC in materia di nucleare, di armi nucleari, di altre armi di distruzione di massa e di missili balistici. In aggiunta, l'UE ha imposto misure restrittive autonome nei confronti dell'RPDC, che integrano e rafforzano il regime di sanzioni delle Nazioni Unite.


    Gli atti giuridici sono stati adottati mediante procedura scritta. Saranno pubblicati nella Gazzetta ufficiale del 16 settembre.



  • Corea del Nord: il Consiglio rafforza le sanzioni dell'UE in linea con la risoluzione 2371 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 5 agosto 2017

    Il Consiglio ha rafforzato ulteriormente le misure restrittive nei confronti della Repubblica popolare democratica di Corea con il recepimento delle sanzioni settoriali imposte dalla risoluzione 2371 (2017) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Tale risoluzione è stata adottata il 5 agosto 2017 in risposta alle attività di sviluppo di missili balistici e di armi nucleari in corso nella Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC), che violano e disattendono in modo flagrante le precedenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

    Il Consiglio recepirà rapidamente le ulteriori sanzioni previste dall'ultima risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSCR 2375 dell'11 settembre 2017), che introduce sanzioni aggiuntive nei confronti dell'RPDC, tra cui il rafforzamento di alcune delle misure previste dalla risoluzione 2371, ad esempio nei confronti dei lavoratori nordcoreani. Tale posizione rispecchia l'approccio convenuto nella riunione informale dei ministri degli esteri dell'UE tenutasi a Tallinn il 7 settembre, che sottolinea anche la necessità di lavorare affinché tutti gli Stati dell'ONU attuino l'insieme delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.


    Le misure introdotte dalla risoluzione 2371 (2017) del Consiglio di sicurezza riguardano le principali esportazioni dell'RPDC e impongono un divieto totale di tutte le esportazioni di carbone, minerali di ferro, frutti di mare, piombo e minerale di piombo. Ulteriori sanzioni riguardano il contrabbando di armi, le imprese in partecipazione con imprese straniere, le banche dell'RPDC e la capacità del paese di generare introiti e accedere al sistema finanziario internazionale. Gli Stati membri dell'UE inoltre non consentiranno più a cittadini nordcoreani di lavorare sul loro territorio in quanto si sospetta che generino introiti a sostegno dei programmi illegali del paese connessi al nucleare o ai missili balistici.

    Gli Stati membri vieteranno inoltre la creazione di nuove entità cooperative e imprese in partecipazione con entità e persone dell'RPDC nonché l'espansione delle imprese in partecipazione esistenti mediante investimenti aggiuntivi.

    Il Consiglio ha già recepito il 10 agosto altri inserimenti in elenco imposti dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ha così inserito negli elenchi delle persone ed entità soggette a congelamento dei beni e a restrizioni di viaggio 9 persone e 4 entità che sostengono tali programmi illeciti. In totale sono oggetto di misure restrittive nei confronti dell'RPDC 62 persone e 50 entità inserite negli elenchi delle Nazioni Unite. Inoltre, 41 persone e 6 entità sono designate autonomamente dall'UE.

    L'UE sta attuando tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adottate in risposta ai programmi dell'RPDC in materia di nucleare, di armi nucleari, di altre armi di distruzione di massa e di missili balistici. In aggiunta l'UE ha imposto misure restrittive autonome nei confronti dell'RPDC, che integrano e rafforzano il regime di sanzioni delle Nazioni Unite.

    Gli atti giuridici saranno pubblicati nella Gazzetta ufficiale del 15 settembre.



  • L'UE proroga fino al 15 marzo 2018 le sanzioni per azioni contro l'integrità territoriale dell'Ucraina

    Il 14 settembre 2017 il Consiglio ha prorogato di altri sei mesi, fino al 15 marzo 2018, le misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina. Le misure consistono nel congelamento dei beni e nel divieto di viaggio.

    Da una valutazione della situazione non è risultato giustificato modificare il regime delle sanzioni. L'elenco è stato riesaminato e il Consiglio ha cancellato quattro persone decedute dall'elenco delle persone soggette a misure restrittive. In seguito ad una fusione che ha interessato tre entità figuranti nell'elenco, tali entità sono state rimosse e sostituite con l'entità risultante dalla loro fusione al fine di mantenere il livello di sanzioni esistente. Le misure restrittive si applicano adesso a 149 persone e a 38 entità.

    Le informazioni pertinenti e la motivazione dell'inserimento in elenco di dette persone ed entità sono state aggiornate ove necessario. Gli atti giuridici saranno disponibili nella Gazzetta ufficiale dell'UE del 15 settembre 2017.


    Altre misure dell'UE in vigore in risposta alla crisi in Ucraina includono:

    • sanzioni economiche riguardanti settori specifici dell'economia russa, attualmente in vigore fino al 31 gennaio 2018;
    • misure restrittive in risposta all'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli, limitate al territorio della Crimea e a Sebastopoli, attualmente in vigore fino al 23 giugno 2018.


  • Corea del Nord: il Consiglio allinea l'elenco delle sanzioni alla più recente risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU

    Il Consiglio ha aggiunto 9 persone e 4 entità - compresa la banca statale per il commercio con l'estero Foreign Trade Bank (FTB) - agli elenchi delle persone ed entità soggette a congelamento dei beni e a restrizioni di viaggio, recependo parte delle nuove sanzioni imposte dalla risoluzione 2371 (2017) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

    Tale risoluzione è stata adottata il 5 agosto 2017 in risposta alle attività di sviluppo di missili balistici e di armi nucleari in corso nella Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC), che violano e disattendono in modo flagrante le precedenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

    La decisione porta rispettivamente a 62 e a 50 il numero totale delle persone e delle entità soggette a misure restrittive nei confronti dell'RPDC figuranti nell'elenco delle Nazioni Unite. Inoltre, 41 persone e 7 entità sono designate autonomamente dall'UE.

    Il Consiglio lavorerà alla rapida trasposizione delle altre sanzioni previste dalla risoluzione 2371 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

    L'UE ha attuato tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adottate in risposta ai programmi dell'RPDC in materia di nucleare, di armi nucleari, di altre armi di distruzione di massa e di missili balistici. In aggiunta l'UE ha imposto anche misure restrittive autonome nei confronti dell'RPDC, che integrano e rafforzano il regime di sanzioni delle Nazioni Unite.

    Gli atti giuridici sono stati adottati mediante procedura scritta. Saranno pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'11 agosto.



  • Dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'UE sull'adesione di taluni paesi terzi alle decisioni di esecuzione del Consiglio relative a misure restrittive nei confronti della Siria

    Il 17 luglio 2017 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2017/1341[1] che attua la decisione 2013/255/PESC del Consiglio.

    La decisione modifica l'elenco delle persone ed entità soggette alle misure restrittive di cui all'allegato I della decisione 2013/255/PESC, aggiungendo 16 persone all'elenco.

    I paesi candidati ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, Montenegro*, Serbia* e Albania*, i paesi dell'EFTA Liechtenstein e Norvegia membri dello Spazio economico europeo, nonché l'Ucraina e la Repubblica di Moldova aderiscono a tale decisione.

    Provvederanno affinché le loro politiche nazionali siano conformi alla suddetta decisione del Consiglio.

    L'Unione europea prende atto di questo impegno e se ne compiace.


    [1] Pubblicata il 18.7.2017 nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 185, pag. 56.

    *L'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, il Montenegro, la Serbia e l'Albania continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.



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